Nel libro Essere donna tra Medioevo e Rinascimento. Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile, Eugenio Larosa dedica attenzione anche alla voce dei predicatori e dei maestri spirituali del Quattrocento.
Nel XV secolo, infatti, l’educazione femminile non era trattata soltanto nei testi di corte o nei manuali di comportamento. Un ruolo importante fu svolto anche dagli ordini mendicanti, in particolare francescani e domenicani, che attraverso la predicazione parlavano direttamente alla società cittadina.
I temi erano molto concreti: come educare una figlia, come evitare l’ozio, quale abbigliamento fosse considerato decoroso, quali comportamenti fossero ritenuti pericolosi e quale ruolo dovesse avere la donna all’interno della casa.
Queste fonti sono preziose perché permettono di osservare la donna non solo come figura ideale, ma anche come presenza quotidiana: figlia, sposa, madre, custode della casa e responsabile della reputazione familiare.
Per chi si occupa di ricostruzione storica, questo significa andare oltre l’abito. La figura femminile tra Medioevo e Rinascimento prende forma anche attraverso gesti, occupazioni, silenzi, sguardi e modi di stare nello spazio pubblico e domestico.
Nel volume Essere donna tra Medioevo e Rinascimento, queste testimonianze aiutano a ricostruire una presenza femminile più consapevole, documentata e aderente alla mentalità del tempo.
Per approfondire:
Essere donna tra Medioevo e Rinascimento.
Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile
di Eugenio Larosa




