Nel volume Essere donna tra Medioevo e Rinascimento. Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile, Eugenio Larosa non si limita a parlare della fanciulla o della donna sposata.
La sua attenzione si estende anche ad altre condizioni femminili, tra cui la vedova e la religiosa.
Questi due stati della vita sono particolarmente interessanti perché mostrano come la società medievale attribuisse a ogni condizione un preciso insieme di comportamenti, doveri e aspettative.
La vedova è presentata come una figura che deve mantenere dignità, sobrietà e misura.
La perdita del marito modifica la sua posizione sociale, ma non la libera dallo sguardo della comunità. Al contrario, la sua condotta continua a essere osservata e giudicata.
La perdita del marito modifica la sua posizione sociale, ma non la libera dallo sguardo della comunità. Al contrario, la sua condotta continua a essere osservata e giudicata.
Particolare attenzione è posta alla vedova giovane.
Diversa è la condizione della religiosa.
La donna che prende l’abito o vive in monastero è chiamata a un comportamento coerente con il proprio stato. Disciplina, modestia, rispetto delle regole e compostezza diventano elementi essenziali della sua identità. Anche qui, il comportamento esteriore deve corrispondere alla scelta interiore.
La donna che prende l’abito o vive in monastero è chiamata a un comportamento coerente con il proprio stato. Disciplina, modestia, rispetto delle regole e compostezza diventano elementi essenziali della sua identità. Anche qui, il comportamento esteriore deve corrispondere alla scelta interiore.
Il libro Essere donna tra Medioevo e Rinascimento nasce con lo scopo di offrire strumenti documentati per distinguere ruoli, età, condizioni e comportamenti, restituendo alla figura femminile una maggiore profondità storica.
Per approfondire:
Essere donna tra Medioevo e Rinascimento.
Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile
di Eugenio Larosa




