La fanciulla

 

La fanciulla: pudore, gesti e formazione morale

Pudore, gesti e formazione morale. 

Nel volume Essere donna tra Medioevo e Rinascimento. Gesti, ruoli e comportamenti per la ricostruzione della figura femminile l'autore Eugenio Larosa dedica particolare attenzione alla figura della fanciulla, ossia alla giovane che comincia a entrare nell’età della consapevolezza, del pudore e della formazione morale.

Questa fase della vita è fondamentale perché consente di comprendere in che modo, tra Medioevo e Rinascimento, venisse progressivamente costruita l’identità femminile fin dall’infanzia e dall’adolescenza.

La fanciulla deve essere educata alla misura. 

Deve imparare a controllare lo sguardo, a non parlare in modo eccessivo, a evitare gesti scomposti e a non esporsi inutilmente alla curiosità altrui. 

Il pudore non è inteso soltanto come sentimento interiore, ma come comportamento visibile: si manifesta nel modo di camminare, di sedere, di parlare, di guardare e di relazionarsi con gli altri.

Particolare attenzione viene posta anche alle compagnie.

La giovane deve essere protetta da frequentazioni ritenute dannose e accompagnata da figure adulte o affidabili. La sorveglianza non è presentata solo come controllo, ma come parte del percorso educativo che dovrebbe condurre la fanciulla a diventare una donna capace di mantenere il proprio onore e quello della famiglia.

Nel libro Essere donna tra Medioevo e Rinascimento, utilizza fonti documentarie per offrire strumenti pratici e documentati a rievocatrici, gruppi storici e appassionati.

Nel libro emergono anche indicazioni sulla tavola, sulla chiesa, sugli ornamenti, sul canto, sul ballo e sui lavori femminili. 

Per chi partecipa a eventi di rievocazione storica, queste informazioni possono risultare molto utili. 

Una giovane donna del Trecento o del Quattrocento non dovrebbe essere rappresentata soltanto attraverso l’abito o l’acconciatura, ma anche attraverso atteggiamenti coerenti: compostezza, riservatezza, attenzione alla parola, controllo del gesto e consapevolezza del proprio ruolo.

Per approfondire:

di Eugenio Larosa